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Lettera alla me di un anno fa.

Mentre i primi cumuli compaiono sotto di me sbucando dal blu dell’oceano, e mi sento un po’ come una gallina messa ad ingrassare, impossibilitata a muovermi in questa economy class dell’aereo, mi soffermo e penso a quella che ero un anno fa.


Un anno fa, di questi tempi, per la prima volta lasciavo qualcuno perche’ finalmente, semplicemente, riconoscevo che non mi faceva bene. E respiravo quel senso di liberta’ che la capacita’ di auto-determinarti ti regala.

E poi c’era il lavoro… il proposal da scrivere, l’idea buttata li’ da Susanne, di mettermi su questa nave, e darmi da gestire la partecipazione a questa campagna.

Non credo che senza la fiducia e la spinta che Susanne ha riposto in me, credendo nelle mie capacita’, avrei sottomesso il proposal, o semplicemente accettato di fare questa esperienza.

Lo devo a lei.

E poi mi vengono a dire che non e’ importante avere donne nella scienza. Avere modelli femminili, avere una rete di sostegno e di incoraggiamento. Magari il mio progetto non verra’ approvato, ma io rappresento il tipico esempio di qualcuno che non ci avrebbe nemmeno provato, altrimenti.

Perche’, al contrario di molti dei miei colleghi maschi, io non penso mai di essere la migliore, ne’ penso di meritarmi mai qualcosa. Sono sempre convinta che quello che faccio e’ banale, e che chiunque potrebbe arrivarci. Ecco, per me, e tutte quelle come me, serve una spinta. Serve qualcuno che ti dica, “provaci”, “ vai, fallo”.

Quanti boss uomini lo sanno questo? Conoscono questo sentire e agiscono per sconfiggerlo? E quanti invece ti stringono nella morsa della competizione con gli altri come unico modo di vedere la ricerca? Non so rispondere, ma io lo stimolo l’ho incontrato in una donna che sapeva cosa girava nella mia testa, conosceva bene quali meccanismi scardinare e come.

Poi in realta’, forse una qualche mutazione era gia’ iniziata.

Quel cambiamento che ti permette di iniziare a lasciare andare via le cose che ti fanno soffrire, e ti concede di essere egoista, e, di fondo, amarti. E dal cambiamento di me stessa, poi e’ scaturito tutto il resto, che nel giro di meno di un mese avrei incrociato la persona che piu’ in questo ultimo anno mi ha cambiato la vita. In meglio.

Ed e’ per questo che, ripensando a quella che ero un anno fa, mi viene solo voglia di dire, a tutte quelle che sono come ero, di crederci. In loro stesse. Nei loro mezzi, nella loro tenacia, nella loro intelligenza e nelle loro capacita’. Non avete bisogno di nessuno altro che di voi stesse.

 

 

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